È partita in questi giorni e durerà fino al 27 Giugno 2016, una campagna di crowfunding all’edizione 2016 del festival Terreni Creativi. Sarà possibile sostenere economicamente il progetto “Terreni Creativi – coltiviamo cultura” seguendo questo link.

 

Ad ogni donazione corrisponderà una ricompensa. I fondi raccolti serviranno per coprire parzialmente il costo dell'affitto dei materiali tecnici necessari.

 

Negli anni abbiamo creduto ed investito su questo progetto, con forza, dedizione ed entusiasmo. Oggi siamo in difficoltà. Come non mai c'era successo.  La sofferenza economica che vivono le aziende ospiti del festival, l'appiattimento degli investimenti sulla cultura tanto a livello nazionale quanto a quello locale, ci pone di fronte ad un difficile percorso. Ed a inevitabili scelte.

 

La prossima edizione, la settima (dal 3 al 5 agosto), Kronoteatro la farà a tutti i costi, ma potrebbe essere l’ultima perché le condizioni di sostenibilità e di investimento si fanno sottili e flebili e già quest’anno siamo costretti a chiedere aiuto agli artisti che parteciperanno alla manifestazione, alle maestranze che realizzeranno gli allestimenti, insomma come al solito, ma più del solito, il festival nascerà grazie alla disponibilità delle persone coinvolte nel progetto.

Troviamo ingiusto che si continui a speculare sulla pelle di chi la cultura la vive oltre che come una scelta di vita anche come professione.  Non capiamo perché un festival che ha successo di pubblico e critica, seguitissimo dagli spettatori, innovativo e particolare per le locations (le serre di Albenga), in una porzione di Regione dove siamo l’unico baluardo che si occupa di contemporaneità, non abbia l’adeguato sostegno degli Enti locali e degli sponsor privati che dovrebbero capire l’importanza di questo progetto unico nel suo genere e irripetibile altrove.

 

Noi non diciamo basta, è finita: questo vuole essere un grido di allarme per far sì che  ci si  accorga dell’enorme lavoro fatto in questi anni da Kronoteatro su questo territorio.  Continueremo a difendere con forza quello che abbiamo costruito in dieci anni di vita, ma abbiamo anche  bisogno di sentire l’appoggio di chi ha apprezzato il nostro lavoro e di chi, se anche non ci conosce, pensa che mantenere in vita la nostra voce sia necessario per la cultura italiana e del territorio ligure.